La storia della ceramica di Napoli e del suo hinterland è un capitolo fondamentale dell’arte ceramica italiana ed europea. A differenza delle produzioni di molti centri minori, legate a una tradizione “di bottega” più radicata, la ceramica napoletana è stata spesso espressione di manifatture d’élite e di committenze regali, raggiungendo vette di raffinatezza e innovazione tecnica ineguagliate. Sebbene l’artigianato vascolare fosse presente fin dall’antichità, il periodo di massimo splendore si colloca nel Settecento, con la fondazione della Real Fabbrica della Porcellana di Capodimonte nel 1743 per volere di Re Carlo di Borbone.
La porcellana di Capodimonte, con la sua caratteristica morbidezza e i suoi celebri figurini in biscuit (porcellana non smaltata), i servizi da tavola e gli arredi per la Reggia, è l’espressione più alta del gusto borbonico, un capolavoro di tecnica e arte rococò e neoclassica. Parallelamente alla porcellana, Napoli vanta una tradizione secolare nella maiolicatura architettonica di pregio. Le riggiole napoletane, come quelle che decorano il Chiostro delle Clarisse di Santa Chiara, sono celebri per la loro policromia e i complessi disegni. Le botteghe napoletane produssero anche vasellame maiolicato di altissima qualità, influenzato dai grandi centri italiani, ma con un’impronta distintiva.
Oggi, il legame tra Napoli e la ceramica è conservato in modo eminente in luoghi come il Museo di Capodimonte e attraverso l’attività dell’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica “Filippo Palizzi” (noto come Istituto Caselli), un’eccellenza nella formazione artistica. La ceramica napoletana contemporanea si muove tra il recupero della tradizione di Capodimonte e una ricerca stilistica più moderna, spesso legata alla produzione artistica e al design d’arredo urbano.
Nel contesto della valorizzazione e della promozione di questa eredità, l’intervento di CNA Salerno (con il suo raggio d’azione strategico in Campania) è di vitale importanza. Attraverso il progetto “Le vie della ceramica”, CNA Salerno ha incluso Napoli come uno dei sette centri nevralgici, riconoscendo la sua funzione di polo formativo e museale di riferimento. L’associazione si è impegnata per un collegamento istituzionale e accademico di alto livello, affidando la docenza per la sessione di Capodimonte al direttore dell’Istituto Caselli, un gesto che sottolinea l’importanza della formazione specialistica e della connessione tra l’artigianato storico e la didattica contemporanea. CNA Salerno promuove la creazione di una rete strategica che integri l’eccellenza delle manifatture storiche con le esigenze del mercato globale, garantendo che l’eredità artistica napoletana continui a essere un faro per l’artigianato ceramico italiano e un motore di occupazione qualificata per il territorio.


















